Negozi online, opportunità o rischio?

Negozi online, opportunità o rischio?

Qualche anno fa mi impressionò non poco un giornalista che pontificava sulle grandi opportunità date dall’eCommerce.

Secondo lui, infatti, l’unica soluzione alla crisi imperante era “buttarsi nel commercio elettronico”.

Confesso che l’espressione mi fece in qualche modo rabbrividire…”buttarsi “ non era esattamente il verbo che avrei preso in considerazione parlando di eCommerce e di web in generale.

In realtà, le analisi del giornalista erano non solo corrette ma anche intelligenti. Peccato, però, che egli concludesse in maniera errata. Dimenticava, infatti, che come tutti gli investimenti, anche l’ingresso nell’universo web va fatto in maniera ponderata e, soprattutto, con una strategia digitale. Di fronte a un consumatore sempre più connesso, i commercianti hanno un’unica strada: rispondere con una strategia digitale e non “buttarsi” nel commercio elettronico.

Se c’è un mondo che non si presta all’approssimazione ed al "fai da te”, è proprio il mondo di internet. Ad uno sprovveduto che si limiti ad un’analisi piuttosto superficiale potrebbe sembrare decisamente semplice realizzare un sito web ed altrettanto semplice avviare un eCommerce. Tante (forse troppe) volte ho sentito dire “è un gioco da ragazzi”. Quasi altrettante volte mi è capitato di dover intervenire su eCommerce che vendevano poco o nulla, oppure di analizzare siti elefantiaci costruiti per promuovere l’acqua calda.

Intendiamoci, non è necessario mettere in campo gli investimenti delle grandi catene, tipo Decathlon, Ovs o Esselunga, i cui dipendenti passano lunghe giornate a studiare il Ropo (Research online purchase offline) e il Topo (Try offline, purchase online) spendendo centinaia di migliaia di euro in ricerche, ma basterebbe agire con razionalità e partendo dall’abc.

Per non  buttare via i propri soldi, infatti, bisogna partire dalla strategia e non dagli strumenti. Occorre analizzare con attenzione il processo d’acquisto dei propri clienti e non pensare a come faccio a vendere un prodotto in più. Si deve avere riguardo al processo di vendita offline cercando di esaltare online ciò che funziona e di migliorare quello che non funziona.

Ciò che accade nella realtà, purtroppo, è che l’imprenditore o il commerciante approccia al web partendo dagli strumenti e non dalla strategia. Questo accade quasi sempre perché non si conosce a fondo la realtà digitale e perché ci si rivolge ai “cugggini” che ne capiscono di internet. Saranno anche bravi a navigare e, magari, anche dei geni a realizzare ma, probabilmente, di strategia ne capiscono pochino se vi suggeriscono subito di fare "un sito, che tanto costa pochi euro” oppure “no problem, vendiamo su Facebook”.

Lungi da da me dire che sia la scelta giusta o sbagliata. In realtà, non esiste lo strumento giusto o sbagliato in assoluto, esistono invece, strumenti che sono più o meno opportuni da usare in relazione ad un'analisi effettuata e ad una strategia da perseguire. Dubito fortemente che chi parte con uno strumento abbia l’abito mentale e la cultura necessaria per capire tutto ciò.

Per concludere, in un’intervista di qualche mese fa sul quotidiano Il Sole 24 Ore, Valentina Pontiggia, responsabile dell’Osservatorio innovazione digitale del Politecnico di Milano afferma: «È evidente che non è questione di costi, ma di cultura d’impresa. Si fa fatica a capire che le tecnologie digitali rappresentano un’iniezione di competitività. Il commercio è forse il settore dove l’avanzata delle tecnologie ha avuto e avrà in futuro il maggiore impatto e, nello stesso tempo, è quello con maggiori resistenze al cambiamento. In molti continuano a credere che sia sufficiente aspettare e che il cliente prima o poi arriverà. Sbagliato. Oltretutto in questo modo non si riesce a cogliere fino in fondo la forza di internet: una vetrina aperta sui consumatori dei cinque continenti».

In soldoni, dunque, l’eCommerce rappresenta davvero un’opportunità di grande rilievo ma a condizione che lo si veda come un investimento che va pianificato ed affidato a mani sapienti, valutando con cognizione dati e fatti. Diversamente, può trasformarsi nel classico boomerang che brucia soldi e non genera alcun profitto.

Fonte: www.ideenuovepubblicita.com

Autore: Antonio Mormone


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